Proveniente da Eporedia, la strada romana che attraversava la Bassa Valle procedeva verso Aosta tenendo in grande considerazione la conformazione del territorio. La sede stradale, larga fra i 3,5 ed i 5 metri, era stata realizzata ad un livello più alto del corso della Dora, onde evitare i danni derivanti da possibili tracimazioni. Le condizioni climatiche le facevano mantenere la sinistra orografica, vale a dire l'adret, il versante meglio esposto nel quale si aveva un più rapido scioglimento della neve. Il percorso non aveva curve ma procedeva, per quanto possibile, per segmenti rettilinei com'era comune a tutte le strade romane. Nel tratto fra Donnas e Bard rimangono numerose e significative testimonianze di questa imponente realizzazione: sostruzioni, tagli nella roccia, archi e ponti che testimoniano delle grandi capacità tecniche e della perizia costruttiva dei Romani. A Donnas la strada è tagliata nella roccia per un tratto di 221 metri, con una parete che raggiunge, in alcuni punti, i 12 metri di altezza; gli elementi caratterizzanti, oltre la stessa sede viaria con i solchi lasciati dal passaggio dei carri, sono l'arco, realizzato probabilmente allo scopo di impedire lo sfaldamento della roccia, e la colonna miliare con l'indicazione di XXXVI miglia da Augusta Praetoria. Lungo l'antico tracciato, altre importanti emergenze archeologiche sono il maestoso ponte sul torrente Lys a Pont-Saint-Martin, i resti della strada a Montjovet, le costruzioni ciclopiche a Bard e i resti dei ponti di Saint-Vincent e Châtillon.
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