Giro d'Italia: arrivo della 20ª tappa a Breuil-Cervinia

Breuil-Cervinia, Antey-Saint-André, Arnad, Bard, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Chambave, Châtillon, Donnas, Émarèse, Pont-Saint-Martin, Saint-Denis, Saint-Vincent, Torgnon, Valtournenche, Verrayes, Verrès

  • sabato 26 maggio 2018
Orari e costi cronotabella della tappa

Il Giro d’Italia torna a Breuil-Cervinia sabato 26 maggio.
Penultima tappa delle ventuno in programma di questo Giro d’Italia con 214 chilometri di percorso, la Susa – Breuil-Cervinia sarà sicuramente una delle più impegnative con 4.500 metri di dislivello in sole 3 salite. I corridori dovranno infatti affrontare i 1.623 metri del Col Tsecore e i 1.664 del Col de Saint-Panthaléon prima di raggiungere i 2.001 di Cervinia.
Questa 20ª tappa, presenta un chilometraggio da maratona ed un sali e scendi davvero insidioso che può riservare non poche sorprese.

Superato il tratto piemontese, si prosegue nel fondovalle valdostano, tra montagne, castelli, e splendidi panorami.
Le difficoltà della tappa sono concentrate però negli ultimi 100 km, nei quali non ci sarà respiro con le salite del Col Tsecore, Saint-Pantaléon e Breuil-Cervinia, dove il Cervino, che si staglia al fondo della Valtournenche, attende maestoso l’arrivo dei corridori.

Anche per questa edizione l’arrivo di tappa è fissato sul rettilineo che porta alla piazzetta della chiesa di Breuil-Cervinia, da dove ammirare in tutta la maestosità il Cervino.

Per la speciale occasione il paese sarà “vestito a festa”, con diversi punti di ristoro pronti ad offrire un menù dedicato alla “Corsa in rosa”, in aggiunta ai tanti negozi ricchi di souvenir dedicati alla tappa.

Le tappe in montagna sono la caratteristica principale del Giro d’Italia. Hanno infatti una pendenza media molto elevata (con punte che a volte superano il 20%) che non sempre va a scapito della lunghezza; questo le rende diverse dalle tappe del Tour, ed estremamente dure: le tappe di montagna del Giro d’Italia mettono alla prova i migliori scalatori al mondo, che, per tradizione, sono quasi gli unici che riescono a vincere la Corsa Rosa.

La storia ciclistica di Cervinia è breve ma di grande qualità; gli arrivi quassù sono stati quattro.
Nel ’60 la tappa andò a Aldo Kazianka. Nel ’97 con un attacco sul Saint Pantaléon Ivan Gotti rovesciò le sorti della corsa, togliendo la maglia rosa a Tonkov e portandola fino all’arrivo.
Nel 2012 la vittoria fu di Andrey Amador con una fuga da lontano, ma il colpo a Cervinia lo mise a segno soprattutto Ryder Hesjedal. Il canadese nell’indifferenza generale guadagnò una manciata di secondi che poi a fine Giro risultarono decisivi per la sua maglia rosa. Nel 2015, dopo sei ore e mezza di gara, è stato Fabio Aru il trionfatore della 19ª tappa Gravellona Toce-Cervinia.

Il giorno dopo la tappa di Cervinia, gran finale della 101esima edizione del Giro d’Italia con la “passerella” a Roma del 27 maggio 2018.

N.B. nel weekend 26-27 maggio a Cervinia sono aperte le funivie/telecabine per Plan Maison, Cime Bianche Laghi e Plateau Rosà.

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