Monte Bianco

Courmayeur

  • Difficoltà:
    AD - Abbastanza difficile
  • Periodo consigliato:
    dal 01/07 al 30/09
  • Esposizione:
    Sud - Ovest - Nord/ovest
  • Partenza:
    Lac Combal (2051 m)
  • Arrivo:
    Monte Bianco (4807 m)
  • Dislivello:
    1020 m. + 1740 m.
  • Durata Andata:
    13h30

Accesso

Casello autostradale di Courmayeur, quindi proseguire verso il Traforo del Monte Bianco. Svoltare a sinistra per la Val Veny e percorrerla fino al suo termine nei pressi della località La Visaille.

Il Monte Bianco con i suoi 4807 metri di quota costituisce il punto più elevato della catena alpina. Si eleva, a guisa di gigantesca cupola di ghiaccio, sulla dorsale spartiacque che divide l’Italia dalla Francia. Ai suoi piedi sorgono Courmayeur e Chamonix, rese celeberrime in tutto il mondo proprio dalla maestosa montagna che le sovrasta. Il versante italiano ha un aspetto severo, per la presenza di alte pareti rocciose policrome, mentre il versante francese si mostra più imponente, ricoperto com’è da candidi e immensi ghiacciai.


Descrizione del percorso

Primo giorno
Dal Lac Combal (strada chiusa al traffico in località La Visaille), si imbocca il sentiero che si porta sul filo della morena del ghiacciaio del Miage e che si segue fino al suo termine, dove si mette piede sul ghiacciaio. Si cammina prima su detriti trasportati e accumulati dalla massa glaciale, poi su ghiacciaio per portarsi circa cinquecento metri a monte della confluenza del ghiacciaio del Dôme. Qui, a destra, si prosegue lungo un sentierino che compie numerosi tornanti e che supera tratti esposti, alcuni dei quali attrezzati con funi e scalette, sino ad un nevaio: lo si sale traversando a destra e si raggiunge uno sperone roccioso. Infine, alcune corde fisse indicano il percorso da seguire: si risale il costone roccioso al termine del quale è situato il rifugio.
Secondo giorno
Dal rifugio, si pone piede sul ghiacciaio del Dôme, che si risale mantenendosi contro la costiera delle Aiguilles Grises, prestando sempre attenzione ai crepacci. Giunti sulla cresta delle Aiguilles Grises, si continua a destra raggiungendo la cresta di Bionnassay, che termina con il Dôme de Gouter: lo si lascia a sinistra per toccare il Col du Dôme, da dove la cresta si fa più ampia. Si transita accanto alla capanna-osservatorio Vallot, che si trova ancorata ad una fascia di roccette che affiora dal ghiacciaio; quindi, con un percorso a gradoni sulla cresta nevosa (Arête des Bosses) si giunge in vetta.
Discesa: lungo l’itinerario di salita.

L’itinerario richiede esperienza di alta montagna, è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina.

 
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