Castello di Verrès
Uno dei più grandi manieri che un vassallo poté costruire in uno stato sovrano
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Cosa non mancare: scalone ad archi rampanti e bifore esterne in pietra lavorata
Dove si trova: capoluogo di Verrès
Perche’ … ne vale la pena: un elegante castello e un apparato di difesa essenziale
Un'iscrizione in caratteri gotici attesta che Ibleto di Challant finì di costruire il maniero nel 1390. Nel 1536, Renato di Challant rinnovò l'apparato difensivo, ma, alla sua morte, il castello venne incamerato dai Savoia; nel 1661, il duca Carlo Emanuele II fece trasferire gli armamenti al forte di Bard, punto strategico di difesa della regione. Gli Challant tornarono in possesso della rocca dal 1696 fino all'estinzione della casata (inizio XIX sec.); il maniero, ormai abbandonato, venne salvato, come i castelli di Issogne e Fénis, grazie all'interesse di un gruppo
di intellettuali piemontesi. Superata l'antiporta s’incontrano cinta fortificata e corpo di guardia. Il portale d’ingresso dà accesso al cortile quadrato del castello. Attorno a questo, l'edificio si dispone, ad anello, su 3 piani, collegati da un monumentale scalone in pietra su archi rampanti. La regolarità geometrica della struttura e la decorazione essenziale (pietra verde e bianca lavorata) s’intonano al carattere militare dell'edificio, denotando l'eccellenza delle maestranze locali. Al piano terreno troviamo: due grandi saloni simmetrici, con interessante sala
d’armi e cucina. Al primo piano troviamo: locali riservati ai signori, una grande sala da pranzo, con volta di pietra a vele multiple, dotata di 3 camini: uno di questi, decorato da modanature e piastrini, ha dimensioni ragguardevoli. Il castello, ogni anno, è palcoscenico del Carnevale Storico verrezziese, che rievoca, tra storia e leggenda, l'epopea della contessa Caterina di Challant.




