I Castellani di Graines =

Il castello di Graines, per la natura montuosa ed impervia del luogo in cui sorge, non divenne mai residenza effettiva dei signori di Challant, che preferivano dimore più confortevoli. Vennero quindi nominati dei castellani, residenti nel mandamento che da loro dipendeva, cui venivano affidati incarichi amministrativi e giudiziari. Difatti negli atti e nelle sentenze relativi al mandamento di Graines, a partire dal secolo XVI, compare la figura del castellano-giudice. Si deve ai castellani la redazione dei verbali delle udienze, e i cosiddetti “Registres des cries”, rendiconti delle rendite feudali provenienti da ciascun cantone del mandamento. I Castellani amministravano per conto del Signore di Challant ed erano tenuti a presentare ogni anno, in un periodo convenuto, il cosiddetto “Rolle des biens”, con la specificazione delle singole voci in entrata e in uscita. Poiché le loro competenze erano numerose, i Castellani venivano affiancati da altre figure, quali i greffiers o curiaux, gli actuaires, i mestreux, i mandiers, i sergents. Il greffier era il notaio che redigeva i verbali, coadiuvato dagli actuaires, mentre l’officier de justice esercitava la funzione di pubblico ministero; l’esecuzione delle sentenze o delle decisioni prese dal castellano-giudice spettava al mistral, sovente coadiuvato dal mandier. Mistraux, mandiers e sergents avevano il compito di recarsi alla domenica nelle chiese delle parrocchie-comunità o in altri luoghi convenuti per eseguire “les cries publiques”, ovvero la citazione delle parti in giudizio. Nella discussione delle cause i castellani si rifacevano sovente al diritto consuetudinario vigente da tempo immemorabile nella Valle d’Aosta, di cui erano garanti i “Sapientes huius Patrie Vallis Augustae”, ossia gli esperti del diritto non scritto. Si riporta che il castellano di Graines, Antoine Vaudan, a nome del il conte René di Challant, alla presenza di numerosi testimoni e del mistral di Ayas, Jacquemetus Bertholini, tenne udienza in difesa dei diritti e interessi fiscali del conte contro alcuni uomini di Antagnod e Lignod, difesi da due notai della città di Aosta. Gli inquisiti furono accusati di essere entrati armati nel bosco e di aver rubato una certa quantità di legname, contravvenendo agli editti e alle consuetudini della Valle d’Aosta. Costoro furono detenuti nel castello di Graines.

Tratto da “Il cuore antico di Ayas” di M. Vassallo – Ed. Arti Grafiche E. Duc

 
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