Contrabbando=

La pratica del contrabbando risale già al XVIII secolo, ma si è diffusa soprattutto nella prima metà del Novecento. Se nel passato gli oggetti del contrabbando erano sale e tabacco, in tempi più recenti, oltre a queste due merci, si trasportavano i più svariati generi: dal petrolio al caffè, dalle fisarmoniche alle calze di seta, dal riso alle suole vibram e alle pellicce, nonché, a volte, animali vivi come pecore e stambecchi. Pattuglie di militari armati venivano posti a guardia della frontiera, non solo al Colle del Gran San Bernardo, ma soprattutto nei numerosi valichi vicini, di solito meno frequentati. Per eludere i sospetti e per non farsi notare, i contrabbandieri usavano ingegnosi espedienti. Per esempio d’inverno si coprivano con un lenzuolo bianco per mimetizzarsi con la neve, oppure riempivano tronchi, appositamente scavati, di sacchi di caffè. Era una vita dura, piena di pericoli e di disagi: non di rado qualcuno era vittima di valanghe; si camminava per ore nel buio, al freddo con la “bricolla” (il carico di merce di contrabbando) a spalle e con la perenne paura di venire scoperti dai finanzieri. Tuttavia questa attività permise agli abitanti dei paesi della valle di integrare i magri guadagni dell’attività agricola, soprattutto nei momenti più difficili.

Tratto da “La Valle del Gran San Bernardo. Storia, natura, itinerari” edizioni Kosmos

 
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