Fauna
''Volatili del Gran Paradiso: gracchio alpino"
Descripción del recorrido
NOME: GRACCHIO ALPINO (in dialetto: Grala)
ORDINE E FAMIGLIA DI APPARTENENZA: Pyrrhocorax graculus, Passeriformi, Corvidi
DIMENSIONI - Apertura alare: 74-79 cm; Lunghezza totale: 37-39 cm; Peso: 170-250 gr
RICONOSCIMENTO - Più piccolo di una comune cornacchia, il gracchio è facilmente identificabile a medio-breve distanza per il piumaggio interamente nero-lucido con becco giallo-vivace e piedi rosso-corallo. La cornacchia e il corvo imperiale hanno becco e piedi neri e il secondo è nettamente più grande con lunga coda cuneata. Più problematico è distinguere il gracchio alpino dall’affine gracchio corallino. Il carattere più evidente è l’aspetto del becco, più lungo e di colore rosso nella seconda specie; tale carattere è però difficilmente apprezzabile a distanza e sono quindi più efficaci le caratteristiche relative alla silhouette e alla voce: silhouette in volo: ali sub-rettangolari, “digitate” all’apice e coda corta e tronca nel gracchio corallino e ali arrotondate poco “digitate” con coda più lunga e arrotondata nel gracchio alpino; voce: un aspro e nasale “kiorr” nel gracchio corallino e fischi acuti e stridenti nel gracchio alpino. Il volo del gracchio alpino è assai agile e spesso effettua vertiginose picchiate ad ali chiuse seguite da brusche risalile. Gli stormi invernali volano in modo disordinato all’interno delle correnti d’aria ascensionale, con singoli individui roteanti in modo autonomo. I giovani hanno piedi scuri e becco dapprima scuro, poi giallo-pallido.
BIOLOGIA - Il gracchio alpino è un uccello caratteristico delle ampie praterie d’altitudine interrotte da pareti rocciose ricche di anfratti necessari alla collocazione del nido. In inverno frequenta anche gli ambienti aperti presenti nei piani subalpino, montano e basale giungendo sino al fondovalle della Dora Baltea; in occasione di forti nevicate è possibile osservare stormi formati da diverse centinaia di individui (sino ad oltre un migliaio) nei prati arborati e nei meleti. In Valle d’ Aosta la nidificazione avviene solitamente in una fascia altimetrica compresa fra i 2000 e i 3000 metri e sul massiccio del Monte Rosa è probabile sino a 3250 metri; più coppie possono unirsi a formare piccole colonie anche se non è infrequente la presenza di coppie isolate. Il nido, una voluminosa coppa di rami, viene nascosto in un anfratto della roccia, la femmina vi depone 3-5 uova che schiudono dopo circa 3 settimane. I giovani restano con gli adulti a lungo, anche dopo aver abbandonato il nido e in estate si formano branchi dovuti all’unione di più gruppi familiari. La dieta del gracchio alpino è assai varia: accanto a cibi di origine animale quali invertebrati e uova e nidiacei di uccelli, essa comprende vegetali (bacche, frutti, semi) e rifiuti di ogni genere. L’espansione del turismo in ambiente alpino lo ha favorito negli ultimi decenni, provocando un aumento locale della consistenza e permettendo lo svernamento di alcuni individui ad altitudini assai elevate. Nei dintorni di rifugi e altri luoghi frequentati il gracchio alpino si mostra estremamente confidente avvicinandosi senza tema all’uomo ed utilizzandone gli avanzi. In assenza di fonti alimentari in quota, in inverno gli stormi di gracchi alpini effettuano una giornaliera transumanza fra dormitori rupicoli e i sottostanti pianori di fondovalle.
DIFFUSIONE LOCALE - Questa specie è assai comune anche se non omogeneamente diffusa nell’area considerata. In estate può essere osservata in buon numero lungo i più frequentati itinerari escursionistici che fanno capo a rifugi alpini; in inverno stormi molto numerosi stazionano durante il giorno nei coltivi di fondovalle, specialmente sulla sinistra orografica della Dora Baltea.
(Tratto dalle schede naturalistiche “Notre Faune - Uccelli e Mammiferi della Comunità Montana Grand Paradis” - prodotto dalla Comunità Montana Grand Paradis)