Lo pan ner - Festa del pane nero

  • 13 ottobre 2018 - 14 ottobre 2018

Il profumo del pane è già nell’aria…

Sabato 13 ottobre i forni dei villaggi di oltre 50 comuni della Valle d’Aosta si accendono per cuocere il tradizionale pane nero in occasione della festa “Lo Pan Ner”.

Domenica 14 ottobre la festa continua anche al Forte e nel borgo di Bard, con gli eventi conclusivi della festa: esposizione e premiazione dei pani in concorso, percorsi alla scoperta dei cereali con degustazioni e animazioni dedicate alle famiglie.
A Bard, dalle 9.30 alle 18.00 si svolge anche il Marché au Fort , grande mostra-mercato dedicata all’enogastronomia, alla degustazione e alla vendita di prodotti tipici della Valle d’Aosta.

Prologo della manifestazione è la conferenza Il pane: dal chicco alla tavola del Dott. Franco Berrino, prevista per venerdì 12 ottobre alle ore 21.00 presso il Palais Saint-Vincent (Ingresso gratuito: biglietti disponibili a partire dal 2 ottobre, fino ad esaurimento posti, presso gli Uffici del Turismo di Aosta e di Saint-Vincent)

Scoprite tutte le iniziative locali della Festa del pane nero!

Sul sito dell’evento – cliccando sui pallini rossi, corrispondenti alle varie località partecipanti, troverete tutti gli aggiornamenti e la posizione su mappa dei forni coinvolti nell’iniziativa.

I forni e il pane nero
Molti villaggi della Valle d’Aosta sono provvisti di almeno un forno comunitario, dove in passato le famiglie cuocevano a turno il pane di segale per il proprio consumo, di solito una volta all’anno, all’inizio dell’inverno.

Pane semplice, fatto di frumento e di segale poco lievitato, adatto all’alimentazione delle famiglie che per molti mesi dell’anno si trovavano nell’isolamento invernale.
Il tradizionale pane di farina di segale veniva a volte arricchito con castagne, cumino e frutta secca.

Consumato fresco ha una fragranza deliziosa ma un tempo veniva conservato su apposite rastrelliere in legno dette “ratelë” anche per numerosi mesi. Per spezzare questo pane occorreva un apposito strumento, una sorta di ghigliottina denominata “copapan”, in uso ancora oggi. Per consumarlo doveva essere fatto rinvenire nel brodo o nel latte caldo oppure venire immerso nell’intingolo ottenuto con lunga cottura della carne. Un alimento di lunga conservazione, trattato, come molti cibi tradizionali valdostani, perché duri nel tempo.

Alcuni forni sono stati restaurati e vengono usati tutt’oggi: una occasione di aggregazione per gli abitanti del luogo e un modo per tramandare le tradizioni locali.

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