Il Ferdinando. Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere

Bard

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Dal 30 aprile 2017 un nuovo corpo museale è aperto al pubblico del Forte di Bard:
il Ferdinando, Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.

Collocato nell’Opera Ferdinando, situata al primo livello della rocca fortificata, il museo propone un coinvolgente viaggio attraverso l’evoluzione delle tecniche difensive, dei sistemi di assedio e del concetto di frontiera.
Partendo dalla necessità di fornire maggiori chiavi di lettura storiche del sito e del Forte, si è reso necessario allargare – nel tempo e nello spazio – questo itinerario di conoscenza, inquadrando la configurazione della fortezza ottocentesca nella storia di lunga durata dei sistemi di fortificazione, nel quadro di una lettura delle Alpi in quanto limite, ostacolo, barriera naturale, frontiera mobile, territorio e linea di confine politico abitato e vissuto, attraversato e percorso, difeso e fortificato.

Il museo si sviluppa in tre parti:

  • ”Museo del Forte e delle Fortificazioni”
  • ”Le Alpi Fortificate (1871-1946)”
  • ”Le Alpi, una frontiera?”

Il Museo del Forte e delle Fortificazioni
La visita a questa prima sezione, allestita nell’Opera Ferdinando Superiore, permette allo spettatore di calarsi in una serie di ambientazioni storiche corredate da plastici, filmati e armi autentiche, con un iter narrativo che mette in luce l’evoluzione delle fortezze delle Alpi Occidentali attraverso il progredire delle armi e delle strategie militari, dei materiali e delle tecniche costruttive, a partire dall’epoca romana per giungere sino alle nuove soluzioni architettoniche e balistiche del Novecento.
Grazie alla riproposizione cinematografica di celebri spezzoni di film contenenti scene di guerra (Le Crociate – Kingdom of Heaven, Ridley Scott, 2005; Masada, Boris Sagal, 1981; Il mestiere delle armi, Ermanno Olmi, 2001; Alatriste, il destino di un guerriero, Augustin Diaz Yanks, 2006; The last valley, James Clavell, 1971; Revolution, Hugh Hudson, 1985; L’ultimo dei Mohicani, Michael Mann, 1992; Glory. Uomini di gloria, Edward Zwick, 1989, Cold Mountain, Anthony Minghella, 2003) ed all’apparato esplicativo arricchito dalla cartografia d’epoca, il visitatore è proiettato nell’epoca di pertinenza di ogni singola sala.

Le Alpi Fortificate (1871-1946)
La seconda parte del museo si sviluppa nelle sale dell’Opera Ferdinando Inferiore ed è dedicata alle trasformazioni intervenute tra la fine del XIX e il XX secolo; inserisce il Forte di Bard all’interno del sistema delle fortezze ottocentesche, riproponendo ricostruzioni scenografiche e modelli in scala, volti a evidenziare non solo i caratteri considerati maggiormente rappresentativi delle fortificazioni nell’arco alpino, ma cercando anche di rendere protagoniste le Alpi stesse, teatro di un’evoluzione tecnologica che le ha portate a divenire “la frontiera d’Italia”. Un racconto nell’evoluzione delle fortezze attraverso il progredire delle armi, e viceversa.
Il mutare dei materiali e delle tecniche costruttive, il graduale ispessimento dei muri, la collocazione dei forti in luoghi sempre più dominanti, l’evolversi delle metodologie strategiche e delle soluzioni architettoniche, tutto questo è costantemente riportato alle capacità offensive del nemico, dunque alle possibilità sfondamento da parte degli eserciti assedianti.
Il tema della montagna militarizzata è toccato nelle sezioni dedicate alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale e alla Resistenza, sempre puntando sull’impatto evocativo affidato ad un approccio multimediale.

Le Alpi, una frontiera?
La terza e ultima sezione pone un interrogativo con l’obiettivo di mettere il visitatore nella condizione di riflettere sul percorso compiuto e sul significato da dare al termine “frontiera”: confine o barriera? Ostacolo o tratto d’unione?
Si delinea così un percorso espositivo che trasmette una visione complessa e strutturata non solo del Forte di Bard, ma anche del contesto storico, sociale, culturale e geopolitico all’interno del quale esso è inserito nelle diverse epoche storiche: un viaggio nel passato che si conclude con una riflessione estremamente attuale sul presente.
Il visitatore è così protagonista di un dialogo con il luogo in cui si trova, alla ricerca di un’identità, quella delle Alpi, in continua evoluzione, che diviene crocevia delle grandi vicende del passato e di quella storia degli uomini fatta di semplici memorie e azioni.

Contatti

Associazione Forte di Bard
11020 BARD (AO)
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