Cervino CineMountain Festival

Valtournenche, Breuil-Cervinia, Chamois

  • 01 agosto 2020 - 06 agosto 2020
Orari e costi Programma

Se la sua posizione geografica, si svolge a quota 2000 metri, gli vale il titolo di Festival più alto del mondo, la natura del suo programma e dei suoi intenti lo configurano, assieme al Festival di Trento, come la più importante realtà interamente dedicata al cinema di montagna in Italia.

Sin dalla prima edizione del Cervino CineMountain Festival, nel 1998, è la montagna la vera protagonista ma è anche il “pretesto” per affrontare tematiche strettamente correlate ad essa: l’ambiente, il clima, l’avventura, lo sport, la cultura e la storia.

Mauro Corona, gli alpinisti Hans Kammerlander, François Cazzanelli e Didier Berthod, lo scalatore svizzero consacrato a Dio, sono solo alcuni dei protagonisti della 23esima edizione, e poi gli Oscar della Montagna e tutte le pellicole in concorso con storie ai confini del mondo.

Anche in questa edizione, che si svolge a Cervinia, Valtournenche e Chamois, la giuria del concorso assegnerà il Grand Prix des Festivals, l’“Oscar del cinema di montagna”, ad uno dei film vincitori dei festival internazionali, provenienti dal circuito dell’International Alliance for Mountain Film. Le 7 opere selezionate, 3 delle quali in anteprima italiana, rappresentano il meglio della produzione mondiale di cinema di montagna degli ultimi due anni.

E poi le proiezioni degli altri film in concorso nelle varie categorie che propongono uno sguardo a tutto tondo sul cinema di montagna contemporaneo, un’occasione unica per scoprire le migliori opere internazionali degli ultimi mesi, spesso presentate per la prima volta in Italia.

I Grand Prix des Festival:

BELOVED di Yaser Talebi (IRAN, 2018, 61m) – Grand Prix Festival di Domzale
Firouzeh, è una donna di ottant’anni che vive immersa nella natura tra le montagne dell’Iran, con la sola compagnia delle sue mucche, a cui è profondamente affezionata. Malgrado abbia scelto uno stile di vita duro e maschile, lo interpreta in modo poetico.

CHOLITAS di Jaime Murciego, Pablo Iraburu (SPA, 80′, 2019) – Grand Prix Festival di Autrans – anteprima italiana
Cinque donne indigene boliviane sono coinvolte in una spedizione unica. Come simbolo di emancipazione, si propongono di scalare la montagna più alta d’America, l’Aconcagua.

CLIMBING BLIND di Alistair Lee (UK, 2020, 89m) – Grand Prix Festival di Kendal – anteprima italiana
Jesse Dufton è affetto, fin dalla nascita, da una malattia degenerativa della vista che gli permette soltanto di distinguere tra luce e buio. Nonostante le sue condizioni, Jesse affronta l’ambizioso tentativo di essere il primo ipovedente a scalare l’iconico Old Man of Hoy, un monolite di arenaria alto 137 metri, nelle Isole Orcadi.

DRØMMELAND di Joost van der Wiel (Paesi Bassi, 2019, 72m) – Grand Prix Dutch FF
Fuggito dalla società per una vita da eremita in una piccola baita di legno sulle montagne norvegesi, il sessantenne Nils condivide online, attraverso il suo smartphone, la sua vita da sogno, cercando di raggiungere un difficile equilibrio fra comunione con la natura e bisogno di contatti col mondo esterno.

PIANO TO ZANSKAR di Michal Sulima (UK, 2018, 86m) – Grand Prix Festival di Kathmandu e BANFF
Desmond, un accordatore inglese di 65 anni, decide di effettuare la più impegnativa e pericolosa consegna della sua carriera: trasportare un pianoforte, vecchio 100 anni e pesante 80 chili, da Londra fino al cuore dell’Himalaya indiano, per donarlo ad una scuola elementare.

SOLO IN VOLO di Gianluca Maspes (ITA, 31′, 2018) – Grand Prix Festival Di Ushuaia
Luigi Bombardieri fu un solitario, animato dall’amore per la montagna e dai valori del CAI. Tra le sue idee ci fu quella di sperimentare l’utilizzo degli elicotteri per i soccorsi in montagna. Mezzo secolo dopo la sua morte, Maurizio Folini, guida alpina, diventa pilota di elicotteri e porta fino in Nepal la sua intuizione.

THE LAST MOUNTAIN di Dariusz Załuski (Poland, 2018, 83m) – Grand Prix Krakow Mountain FF – anteprima italiana
La vera storia del tentativo di arrampicata sul K2, l’ultima vetta himalayana inviolata in inverno, dei veterani dell’alpinismo Krzysztof Wielicki, Adam Bielecki e Denis Urubko. Nel corso della spedizione fu soccorsa l’alpinista francese Elisabeth Revol: una delle operazioni di salvataggio più straordinarie della storia dell’alpinismo.

Contatti

Associazione Culturale Monte Cervino
c/o Società Guide Alpine
11028 VALTOURNENCHE (AO)
 
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