I Signori e la comunità di Champorcher

STORIA POLITICA – Nonostante parecchi storici abbiano ipotizzato la presenza di nuclei umani in questa zona fin dal Neolitico, nessun ritrovamento archeologico importante è stato realizzato finora. Le prime notizie storiche certe di un comunità umana stabile a Champorcher risalgono al XIII secolo, quando il paese era sotto il dominio dei forti Signori di Bard. Questi controllavano anche Hône, Bard, Donnas, Vert, Pont-Saint-Martin, parte di Arnad e il mandamento di Châtel-Argent, nell’alta Val d’Aosta.
All’inizio del XIII secolo i fratelli Guglielmo e Ugo si affrontarono in una guerra, durata fino al 1214, che portò, tra l’altro, all’incendio del Castello di Champorcher.
Il territorio fu poi diviso in due “resorts” assegnati ai due fratelli. Il Castello pare sia rimasto di proprietà di Guglielmo almeno per i successivi 28 anni. Nel 1242, il Castello e la metà del feudo di Champorcher di Ugo andarono al Conte Amedeo IV di Savoia, che lo aveva spodestato di tutti i suoi beni in seguito al suo rifiuto di sottomettersi. Per i secoli successivi, fino alla fine del XVIII secolo, questa parte del possedimento appartenne dunque ai Savoia, che la concessero in feudo a diversi signorotti (Jean Jacques Riccarand, Pompeo Bruiset, Jean Francois Freydoz). L’altra metà restò agli eredi di Guglielmo di Bard (che divenne Signore di Pont-Saint-Martin) fino al 1737, quando passò anche essa ai Savoia e da costoro fu venduta nel 1746 alla famiglia Freydoz.

SOTRIA SOCIALE – Durante tutto il medioevo e fino al settecento, la popolazione di Champorcher dovette dunque sottostare a Signori più o meno avidi, cui dovevano pagare ogni anno tributi in danaro o in natura in cambio della loro protezione armata.
Le attività principali furono, nel passato, l’allevamento di ovini e di pochi bovini ed una povera agricoltura di sussistenza.
Un’attività che ebbe discreta fortuna a Champorcher fu l’estrazione di minerali: dall’estrazione dell’oro, documentata nel Basso Medioevo, a quella del ferro, dalla fine del XVII al XVIII decolo, nelle zone del Mont Ros e di Vercoche.
Alla fine del XVIII secolo, con l’affrancamento dai censi feudali, finalmente la popolazione divenne proprietaria delle terre che da sempre lavoravano, ma iniziò per loro un’altra dipendenza: da uno stato che diventava sempre più opprimente.
Nel 1799, 1801, e 1853 proprio a causa di imposizioni statali molto ingiuste, da Champorcher ebbero origine le tre “Insurrections des Socques”: rivolte di contadini calzati, per l’appunto, di “socques”, cioè di zoccoli in legno con la tomaia di cuoio.
Le rivolte si estero subito a quasi tutti i Comuni della Bassa Valle d’Aosta. Furono provocate da provvedimenti del governo “rivoluzionario” (anche la Savoia era stata conquistata dalla Francia post Rivoluzione) come la requisizione di campane o la soppressione di alcune feste religiose, mentre, nel 1853, si trattò dell’aumento della tassa personale.
Le rivolte finirono senza risultati e con alcune condanne alla reclusione.

 
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