Monte Bianco

Courmayeur

  • Periodo consigliato:
    luglio - settembre
  • Esposizione:
    Sud - Ovest - Nord/ovest
  • Partenza:
    Lac Combal (2051 m)
  • Arrivo:
    Monte Bianco (4807 m)
  • Dislivello:
    1020 m. + 1740 m.

Accesso

Casello autostradale di Courmayeur, quindi proseguire verso il Traforo del Monte Bianco. Svoltare a sinistra per la Val Veny. In auto raggiungere i parcheggi pubblici (a pagamento nella fascia oraria dalle 9,00 alle 19,00) che si trovano nelle località Cuignon, Plan Veny e Fréney poi con gli autobus di linea si arriva a La Visaille.

Riservata ad alpinisti esperti e ben allenati, la via Italiana dal rifugio Gonella è la via più suggestiva per la salita al Monte Bianco. 1.800 metri di dislivello tra splendidi ghiacciai e creste affilate, una linea sinuosa tra gli angoli più selvaggi del versante Sud del massiccio. Aperta in discesa da Achille Ratti nel 1890 è diventata poi la via Normale Italiana


Descrizione del percorso

Primo giorno
Dal Lac Combal (strada chiusa al traffico in località Fréney - Val Veny), si imbocca il sentiero che si porta sul filo della morena del ghiacciaio del Miage e che si segue fino al suo termine, dove si mette piede sul ghiacciaio. Si cammina prima su detriti trasportati e accumulati dalla massa glaciale, poi su ghiacciaio per portarsi circa cinquecento metri a monte della confluenza del ghiacciaio del Dôme. Qui, a destra, si prosegue lungo un sentierino che compie numerosi tornanti e che supera tratti esposti, alcuni dei quali attrezzati con funi e scalette, sino ad un nevaio: lo si sale traversando a destra e si raggiunge uno sperone roccioso. Infine, alcune corde fisse indicano il percorso da seguire: si risale il costone roccioso al termine del quale è situato il rifugio Gonella.

Secondo giorno
Dal rifugio, si pone piede sul ghiacciaio del Dôme, che si risale mantenendosi contro la costiera delle Aiguilles Grises, prestando sempre attenzione ai crepacci. Giunti sulla cresta delle Aiguilles Grises, si continua a destra raggiungendo la cresta di Bionnassay, che termina con il Dôme de Gouter: lo si lascia a sinistra per toccare il Col du Dôme, da dove la cresta si fa più ampia. Si transita accanto alla capanna-osservatorio Vallot, che si trova ancorata ad una fascia di roccette che affiora dal ghiacciaio; quindi, con un percorso a gradoni sulla cresta nevosa (Arête des Bosses) si giunge in vetta.

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

L’itinerario richiede esperienza di alta montagna, è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina.

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