Via ferrata Monte Emilius alla cresta ovest

Charvensod

  • Difficoltà:
    D - Difficile
  • Periodo consigliato:
    dal 01/07 al 30/09
    La salita è consigliata dall’estate ad inizio autunno (in assenza di neve)
  • Partenza:
    Pila (1850 m)
  • Arrivo:
    Monte Emilius (3559 m)
  • Dislivello:
    1800 m
  • Durata Andata:
    9h00

Accesso

Casello autostradale di Aosta. Si prosegue sulla statale verso la città sino al bivio per Pila a sinistra. Si procede sino alla rotonda di Pollein poi a destra per Charvensod. Al Pont Suaz si svolta a sinistra e subito a destra. Si prosegue sino al parcheggio alto di Pila dove finisce la strada.

La cresta ovest del monte Emilius è una ferrata, ma al contempo è una storica scalata alpinistica alla vetta simbolo di Aosta che, dai suoi oltre 3500 metri, sorveglia la città. Si tratta di un viaggio che vi porterà in una tra le vette più maestose e spettacolari della Vallée.


Descrizione del percorso

Dal parcheggio alto si passa davanti alla scuola di sci e poi allo “Chalet du Soleil”. Si procede verso destra intercettando il sentiero 19a che conduce verso sinistra all’Alpe di Chamolé. Giunti alle baite, presso la fontana, si continua a sinistra su una sterrata. Si raggiunge presto un sentierino che si stacca sulla destra (segnavia 20a). Si procede prima in salita e poi in piano fino a Plan Fenetre in vista di una croce. Si procede a sinistra in discesa per Comboé. Si giunge al valloncello e, dopo le baite, si guada il torrente verso sinistra e si prosegue sino ad un bivio. Si continua a destra verso il Col Carrel (segnavia 16a). Il sentiero diventa una traccia tra gli sfasciumi e sale sino al colle dov’è posto il bivacco. Si procede a destra sulla cresta alle spalle della costruzione. Si superano i primi detriti, seguendo alcuni bolli che portano all’attacco, leggermente sulla sinistra. Si procede per blocchi sino in cima al primo gendarme. Una passerella attrezzata piuttosto aerea collega al picco successivo. Il tracciato procede con passi leggermente più faticosi e verticali sino al Mont Ross de Comboé a (3285 m).
Valicata la sommità si continua su falso piano, su terreno più semplice. Vi è una prima via di fuga, segnalata con cartello verso destra, che collega al lago gelato. Si procede salendo fino al Petit Emilius (3342 m) e si continua sulla cresta il cui filo viene aggirato sulla destra, dapprima su gradoni rossastri, poi affrontando un tratto più verticale di roccia più chiara e friabile. La ferrata termina all’ultimo contrafforte. Si continua per una decina di minuti su morena raggiungendo la vetta. La discesa avviene per cresta sud, a destra, seguendo l’itinerario che conduce al passo dei Tre Cappuccini e di lì a destra scendendo al lago Gelato. Le tracce portano al rifugio di Arbolle e dalla costruzione, per sentiero in salita, al colle di Chamolé, poi in discesa all’omonimo lago e verso sinistra agli impianti per Pila (…o verso destra al sentiero che riporta alla località di partenza).
Per percorrere la ferrata in maggior sicurezza è consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina.

 
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