La Valle d’Ayas : i sapori semplici e genuini della terra dei sabotiers

Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Champoluc/Ayas/Antagnod

Regole di fruizione

Come: in auto.
Durata consigliata: due giornate.
Periodo consigliato: tutto l’anno.
Lunghezza: 34 km circa.

Un itinerario nel cuore dell’alta Val d’Ayas, autentico gioiello ai piedi del Monte Rosa, disegnata dagli storici percorsi dei mercanti provenienti dalla Svizzera e dalla Germania, punteggiata di case e fienili, e solcata dalle acque del torrente Evançon.

Formaggi
Oltre alla Fontina DOP, tipica di tutta la Valle d’Aosta, tra le produzioni casearie segnaliamo anche:
Valle d’Aosta Fromadzo DOP si ricava dal latte di vacche di razza valdostana munto negli alpeggi dell’alta Val d’Ayas, ai piedi del Monte Rosa. Prodotto con latte crudo parzialmente scremato per affioramento naturale proveniente da almeno due mungiture, è formaggio semigrasso dal sapore dolce quando fresco e più pronunciato tendente al salato piccante se più stagionato. Nel periodo estivo, la ricchezza floristica dei pascoli regala al Fromadzo un particolare profumo molto gradevole di latte appena munto.
Toma aromatizzata: formaggio a latte crudo dalla medesima lavorazione della toma classica, con stagionatura oltre i 60 giorni, arricchita con bacche di ginepro sminuzzate, peperoncino, erba cipollina o erbe di montagna.

Curiosità
Da Verrès, aggirando il severo castello che dall’alto della rupe rocciosa domina il borgo sottostante, si imbocca la sinuosa strada che conduce in val d’Ayas. Distese verdeggianti, torrenti e cascate, scuri boschi di conifere e luminosi castagneti costellati di torri e di solitarie fortezze medievali, introducono ai primi centri abitati: Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme. Una cucina tipicamente valdostana, semplice e sostanziosa allo stesso tempo, si declina qui in gustose varianti, tra cui si evidenziano gli abbinamenti della polenta col formaggio Salignoun, con la brossa o con saporiti stufati di cacciagione.
A Champoluc, molti i ristoranti che propongono i menu a Km zero, con piatti preparati usando esclusivamente prodotti del territorio: patate, erbe aromatiche, polenta, formaggi e carni di bovine allevate in loco. In Val d’Ayas la cucina tipica propone i grandi classici valdostani, con un occhio ad antiche e semplici ricette che non hanno età. Ecco allora apparire nel vostro piatto le frittelle di borragine – pianta che cresce spontaneamente negli orti ad inizio primavera – oppure le fresse o quagliette, un secondo ricco e saporito a base di cavolo e frattaglie, ottimo abbinato alla polenta. Decisamente invitanti anche i rostì: croccanti palline di polenta ripiene di formaggio e poi fritte. E ancora, i dolci beignets, frittelle di mele apprezzate da grandi e piccini, gradite protagoniste delle serate tradizionali nei villaggi. Antica merenda ricostituente dopo le fatiche nei campi è la cosiddetta menestra de l’ano, una zuppa povera a base di pane di segale secco ammorbidito con vino rosso e aromatizzata con zucchero, cannella e chiodi di garofano.
L’elemento tipico dell’artigianato ayassino sono i sabots tipiche calzature in legno, la cui lavorazione era un tempo qui molto diffusa grazie ai maestri sabotiers, ed oggi, proprio per valorizzare quest’antica arte, è stata istituita la Cooperativa Li Tsacolé d’Ayas, nel cui atelier di Antagnod è allestita la mostra permanente dei sabots ayassini. All’interno dell’atelier i sabotiers illustrano ai visitatori la tecnica tradizionale di realizzazione delle tipiche calzature locali illustrandone qualità e peculiarità.

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