Chiese e santuari: Torgnon

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Cappella di Berzin

Chiese e santuari  -  Torgnon

Tra le cappelle più antiche di Torgnon, quella dedicata a San Giacomo risale intorno al 1450. Fu edificata nel XV secolo per volontà del notaio Aymonod. La cantoria, datata 1868, potrebbe aver coinciso con il rifacimento della facciata, oggi priva della nicchia che un tempo ospitava la statua del santo. L’interno conserva un elegante altare in legno dorato del Settecento

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Cappella di Châtelard

Chiese e santuari  -  Torgnon

In posizione panoramica e dominante, la cappella di Châtelard dedicata a San Grato si affaccia sull’intera Parrocchia, come a proteggerla dall’alto. Secondo la tradizione popolare, San Grato è il custode dei villaggi e dei campi coltivati, invocato in particolare contro le calamità naturali e la grandine. L’attuale edificio esisteva già nella seconda metà del Settecento e fu ricostruito nel 1718 per volontà del parroco Borine, con il contributo del Comune.

Per un’escursione non impegnativa, il monte Châtelard offre un itinerario ideale. Dalla località Châtelard si può proseguire lungo un sentiero non segnalato ma ben visibile, fino a raggiungere la cima panoramica.
Qui gli Alpini hanno posizionato una statua della Madonna, punto d’arrivo del percorso e luogo particolarmente suggestivo, da cui si gode una splendida vista su Torgnon, la Valtournenche e il fondovalle. Ogni anno, nel mese di giugno, è tradizione celebrare qui una messa all’aperto, immersi nella quiete della montagna.

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Cappella di Gilliarey

Chiese e santuari  -  Torgnon

La cappella di Gilliarey regala una delle vedute più spettacolari della Valle d’Aosta. Costruita nel 1866 su un audace sperone roccioso affacciato sul fondovalle di Buisson, sembra sospesa tra cielo e montagna. Fu benedetta l’anno seguente dal canonico Luigi Gorret, la cui famiglia possedeva l’alpe già dal Cinquecento.

Tutt’intorno alla cappella delle lastre di pietra poste a distanza regolare hanno fatto avanzare alcune suggestive, anche se azzardate, ipotesi relative al reimpiego di menhir preistorici per creare una sorta di meridiana terrestre. Un luogo dove la spiritualità si intreccia al mistero, perfetto per una sosta silenziosa o un’escursione ispirata

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Cappella di Ponty

Chiese e santuari  -  Torgnon

Lungo la strada che dal capoluogo di Torgnon conduce al villaggio di Petit-Monde, sorge una graziosa cappella dedicata a Notre-Dame de Pitié. Costruita tra il 1720 e il 1730, la cappella è incastonata nella roccia, proprio lungo il tratto che collega le località di Mongnod e Triatel e rappresenta un importante luogo di devozione per gli abitanti della zona.

Questo tratto di strada, soggetto a valanghe e a frane, veniva completamente ostruito in inverno, isolando completamente i paesini di Étirol e Triatel.

Uno degli elementi più curiosi dell’edificio è la sacrestia, che sporge leggermente verso la strada. Su una delle sue pareti si apre una piccola canaletta in legno inclinata, attraverso la quale i fedeli potevano far scivolare le loro offerte, spesso sotto forma di grano, direttamente all'interno della cappella.

La nascita di questo luogo sacro è legata a un evento miracoloso tramandato dalla tradizione popolare. Si racconta che, in tempi molto antichi, alcuni pastori trovarono una statua della Vergine Maria incastonata nella roccia della montagna. La portarono con sé al villaggio, ma il giorno seguente la statua ricomparve nello stesso incavo dove era stata scoperta. Il fenomeno si ripeté anche dopo essere stata trasferita nella chiesa parrocchiale: ogni volta, la statua tornava nel suo luogo d’origine. Gli abitanti del villaggio, colpiti dal prodigio, decisero allora di edificare un piccolo oratorio proprio lì, dove oggi si trova la cappella, per custodire la statua miracolosa.

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Cappella di Saint-Évence

Chiese e santuari  -  Torgnon

In posizione dominante sulla Valtournenche e sull'intero fondovalle, la cappella di Saint-Évence si erge su un altopiano panoramico raggiungibile in circa mezz’ora di cammino dal Col Saint-Pantaléon. La sua origine è antica: esisteva già nel XIII secolo e dipendeva dalla collegiata di Sant’Orso di Aosta. Recentemente restaurata, la cappella è ancora oggi meta di pellegrinaggi, in particolare per invocare una primavera ricca di piogge benefiche per i raccolti.

Secondo gli annali ufficiali della Chiesa, Saint-Évence fu un prete orientale giunto a Roma insieme a San Teodulo. Entrambi furono martirizzati nel 132 d.C., sotto l’imperatore Adriano, insieme a papa Sant’Alessandro. Tuttavia, in Valle d’Aosta si tramanda un’altra leggenda, molto più radicata nel territorio e nella sua geografia spirituale.

La tradizione popolare riconosce in Saint-Évence un soldato della leggendaria legione Tebea, scampato all’ecatombe di Agauno insieme ai fratelli Teodulo e Giuliano. Dopo la fuga, i tre trovarono rifugio in Valle d’Aosta, dove scelsero una vita di solitudine e preghiera, ciascuno su una vetta oggi legata al proprio nome: Théodule nella zona di Valtournenche, Évence sopra Torgnon e Julien nei pressi di Fénis. Saint-Évence, da questo altopiano, avrebbe potuto scrutare le dimore dei suoi fratelli eremiti, fungendo da legame spirituale tra di loro.

Un elemento misterioso aggiunge fascino al luogo: sul margine orientale dell’altopiano, affacciato su un precipizio, si trova quello che viene ancora oggi chiamato il "buco di Saint-Évence". La leggenda narra che il santo, durante le sue lotte contro i demoni – o, secondo altre versioni, contro pastori ostili – abbia conficcato con forza il bastone nella roccia, creando miracolosamente quell’apertura per ancorarsi e resistere all’aggressione.

La venerazione di Saint-Évence in questo luogo è dunque molto antica e profondamente legata al paesaggio circostante. Fonti storiche attestano la presenza di insediamenti umani, campi coltivati e pascoli, oggi scomparsi. Un documento del 1274 menziona addirittura un certo “Bosoner de Saint-Évence”, ulteriore testimonianza dell’importanza storica e spirituale di questa località.

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Cappella di Saint-Pantaléon

Chiese e santuari  -  Torgnon

La cappella di Saint-Pantaléon si trova poco sotto l’omonimo colle, immersa tra i pini lungo l’antica mulattiera che sale dal versante di Torgnon. È un luogo raccolto e silenzioso, dove si respira ancora oggi l’intensità della devozione popolare. L’edificio attuale risale al periodo 1845-1847, ma sorge su un sito che ospitava già un oratorio, probabilmente eretto in segno di ringraziamento dopo la peste del 1630.

La facciata, seppur segnata dal tempo e da graffiti, conserva tracce delle pitture realizzate dal pittore Avondo. Dedicata a uno dei Santi Ausiliatori più venerati, la cappella ha sempre rappresentato un punto di riferimento per chi cercava protezione lungo il cammino o una semplice sosta di riflessione immersa nella natura. Una meta perfetta per una passeggiata tra fede, storia e paesaggio.

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Cappella di Triatel

Chiese e santuari  -  Torgnon

La cappella di Triatel, immersa nella quiete dell’omonimo villaggio, conserva un’aura di mistero che affascina chi vi si avvicina. Le sue origini si perdono nel tempo: se ne ha notizia già nel 1588, quando era dedicata a San Teodulo, anche se la data esatta della costruzione resta sconosciuta. Oggi la cappella è intitolata a San Rocco, protettore contro le epidemie, a testimonianza della profonda fede popolare che ha sempre animato la comunità.

Attorno a questo luogo si tramandano racconti antichi, come quello secondo cui, per un certo periodo, sotto il pavimento della cappella venivano sepolti i bambini non battezzati. Un dettaglio che parla del passato, della fragilità della vita e della ricerca di protezione anche per chi non aveva potuto ricevere i riti della fede. Un piccolo edificio, ma carico di memoria e suggestione.

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Chiesa parrocchiale di San Martino

Chiese e santuari  -  Torgnon

Le notizie storiche più antiche risalgono al 1413, ma l’attuale costruzione di stile neogotico risale al 1868.

La facciata presenta recenti decorazioni all’interno di tondi e di monofore. Sono raffigurati: la Vergine col Bambino, nelle nicchie ogivali due angeli, al centro Gesù Cristo. Sulla facciata laterale è raffigurato Papa Giovanni. Il portale in legno è sormontato da cuspidi. Sul lato destro è il campanile di stile romanico, ma costruito nel 1773, con accesso ad arco ribassato, cella campanaria a due piani con bifore. Sul lato sud si nota una meridiana. L’interno a tre navate scandite da colonne è arredato in stile neogotico, ad eccezione dell’altare in marmo un tempo dotato di pannelli lignei.

Le pareti sono decorate con pitture, realizzate da G. Stornone di Ivrea, entro tondi e con tele. Le vetrate, provenienti dalla fabbrica dell’abate Pron (Pont d’Ane in Francia) sulla parete meridionale sono dell’epoca della costruzione, mentre quella sull’organo è più recente.

Nella navata centrale della chiesa si può ammirare il grande Crocifisso trionfale cinquecentesco, sicuramente una delle opere più impressionanti visibili nella regione: di grande drammaticità, sembra di scuola tedesca, poiché traspone nella scultura gli esiti delle ricerche espressive dei maggiori pittori tedeschi del primo ’500, come Grünewald.

La cappella dell’Immacolata Concezione, a pianta ottagonale, in stile neogotico, comunica con la chiesa parrocchiale. Nella volta, a spicchi, presenta decorazioni pittoriche realizzate tra il 1863 ed il 1868 in cui sono raffigurate quattro storie della vita di Maria inframezzate da tondi con figure di Santi e da una finestrella reniforme. Alle pareti sono raffigurati la Madonna de la Salette, l’Adorazione dei Magi e Gesù nell’orto dei Getsemani.

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