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Ecco alcune proposte di escursioni a piedi lungo i ru, solitamente con dislivello contenuto e non troppo impegnative.
Per vivere al meglio la tua esperienza di trekking, leggi i consigli per l’escursionista: suggerimenti per goderti la montagna in sicurezza.
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Ecco alcune proposte di escursioni a piedi lungo i ru, solitamente con dislivello contenuto e non troppo impegnative.
Raggiunta e lasciata l’auto in Frazione Daillon, in comune di Allein, proseguire a monte del villaggio sulla strada inizialmente asfaltata quindi sterrata, segnalata con il n° 25B, che, prendendo quota gradatamente, guadagna l‘incrocio con la deviazione verso sinistra per l‘Alpe Crou che si tralascia per continuare a destra sulla pista che ricopre il ru (canale irriguo). Sull‘itinerario pianeggiante si raggiungono le località Maurier, Comba ed infine Berruard.
Dalla località Berruard seguire la strada carrabile che ricopre il ru fino alla confluenza con i sentieri 20 e 20B provenienti da Prailles, nei pressi di Ponteille Désot. Volgere verso sinistra e raggiungere in breve le baite di Ponteille Désot.
Dall’abitato di Antey-Saint-André, all’imbocco della strada regionale per La Magdeleine, il percorso naturalistico Ru de Liès inizia subito dopo il ponte sulla destra, in località Champagne.
La passeggiata è pianeggiante. Lungo il sentiero sono posizionati pannelli esplicativi riguardanti la storia, la geografia, la geomorfologia, la flora e la fauna di Antey-Saint-André, nonché la climatologia, le leggi ambientali e i prodotti tipici della regione.
Il bosco tipico del piano montano si dirada a tratti lungo il sentiero per lasciare lo spazio a radure coltivate a prato stabile. Le specie presenti nel ceduo di latifoglie sono il frassino, l’ontano, l’acero, il tiglio, la betulla, il salicone con la presenza sporadica di larice e pino silvestre.
Sono disponibili panchine e, subito dopo l’attraversamento di una strada asfaltata, si trova una piccola area pic-nic dotata di tavoli e di 2 barbecue. Se si prosegue, in parte su strada e poi mulattiera, si arriva alla tranquilla frazione di Liès.
Arrivando da Saint-Nicolas lasciare l’auto nel piccolo parcheggio sulla destra appena prima dell’abitato di Charbonnière.
Proseguire sulla strada asfaltata che passa dietro le case e che poi, sterrata e a tornanti sale fino alla vasca dell’acqua (seguire le indicazioni del “ru”). Da qui inizia il sentiero che costeggia il tracciato del “ru” che ha origine dal torrente di Vertosan, nei pressi del villaggio di Vedun, e porta l’acqua sulle zone coltivate della collina di Avise.
Dopo un primo tratto un po’ in salita il percorso prosegue pianeggiante, o con brevi pendenze, e dopo poco incrocia il sentiero del “Cammino Balteo” e lo segue fino a Vedun. L’ultimo tratto si percorre sulla strada comunale che arriva al caratteristico villaggio.
Tutto il percorso è caratterizzato da un grandioso panorama sulle montagne della Valle centrale: il Monte Emilius, la Becca di Nona e la Grivola.
L’escursione ha come punto di partenza il parcheggio situato nella frazione Petit Pollein di Brissogne. Provenendo da Pollein il parcheggio si trova sul lato destro della strada regionale. Il sentiero indicato con il segnavia del Cammino Balteo è posto proprio di fronte al parcheggio a fianco della strada regionale. Si percorrono pochi metri e poi si entra nella frazione Pallu su un tratto di strada asfaltata.
Attraversato il ponticello si scende a sinistra e poco dopo tra le case si scorge il sentiero. Si percorre il sentiero per un breve tratto e successivamente si prosegue su una strada sterrata. L’itinerario si sviluppa lungo il ruscello in un bosco di latifoglie fino a raggiungere la frazione di Etabloz.
In pochi minuti, lungo la strada carrozzabile, si raggiunge la frazione di Neyran-Dessus dove eventualmente si può prendere l’autobus per ritornare al parcheggio.
Rientrando a piedi fare attenzione alla deviazione che dalla poderale riporta sul sentiero. Questo itinerario può essere collegato all’itinerario di Pollein per un’escursione di più lunga durata.
Si parte dal Col d’Arlaz (tra Montjovet e Challand-Saint-Victor), dove si può parcheggiare l’auto e dal quale si apprezza una bella vista sulla valle centrale e sulle montagne.
La passeggiata, di quasi 12 chilometri considerando anche il ritorno, si snoda principalmente lungo un canale irriguo artificiale, il Ru d’Arlaz che risale al XIV secolo e che porta l’acqua del torrente Evançon dalla frazione Ponteil di Brusson ai comuni di Challand, Emarèse e Montjovet. Il suo nome deriva da quello del pinnacolo roccioso posto nei suoi pressi, il Flambeau d’Arlaz.
Dopo pochi minuti di cammino il tenue rumore del canale che scorre si fa decisamente più energico e dietro una curva, si incrocia una impetuosa cascata.
Ad un certo punto, il percorso si allontana dal canale e diventa leggermente più accidentato ma si tratta solo di un breve tratto con un sottopassaggio che supera le condotte forzate che scendono dal bacino di Plan d’Abellies fino alla centrale idroelettrica di Isollaz.
In breve si ritrova l’agevole sterrata e si raggiunge l’abitato di Orbeillaz.
Nel villaggio di Orbeillaz si percorre un tratto su asfalto, ammirando le case del vecchio borgo e le villette di più recente costruzione ed è possibile riempire le borracce con l’acqua fresca della fontana.
Dopo il bivio per la miniera di Bechaz si passa ai piedi di una fascia rocciosa dove la vista si apre: un cartello illustra le principali costruzioni che il medioevo ha lasciato nella valle: i castelli di Graines, Villa e la torre Bonod.
Il cammino prosegue lungo il ru d’Arlaz dove è stato allestito un percorso salute con numerosi attrezzi ginnici che hanno trasformato questo tratto in una simpatica palestra all’aperto.
L’itinerario si conclude poco prima della frazione Torrettaz, nel comune di Challand-Saint-Ansèlme, ma volendo il sentiero lungo il canale prosegue fino al villaggio di Arcesaz, nel comune di Brusson.
Il Ru des Novalles - canale irriguo tuttora attivo - è raggiungibile in seggiovia nei periodi di apertura o a piedi, una volta arrivati al Lago Lod oppure passando dal villaggio di Crépin (sentiero n° 4). In basso dell’alpeggio Les Foressus c’è il punto di partenza del ru des Novalles. Il suo percorso è molto panoramico e permette di avere una visione dall’alto dell’abitato di Chamois e della natura circostante. Volendo si può fare un percorso ad anello. Lungo il percorso si potrà scoprire, mediante pannelli illustrativi, la storia e la natura del territorio.
Il termine in francese valdostano “ru” designa unicamente i canali presenti in Valle d’Aosta. I rus sono piccoli capolavori di ingegneria idraulica ovvero dei canali irrigui, costruiti intorno al XIII e al XV secolo.
A Barmasc, che dista circa 1 km da Antagnod, prendere il largo sentiero n. 105 che si stacca al margine del parcheggio e seguirlo fino ad incrociare il Ru Courtod (o Courtaud) a quota 1970 m circa.
Seguire quindi, verso destra, il sentiero pianeggiante n. 5 che costeggia il canale, oltrepassare l’alpeggio di Chavannes, quindi quello di Granaz.
Nei pressi dell ’alpe Soudaz, dopo aver incrociato la strada che sale agli alpeggi di Vascoccia, proseguire sul sentiero a valle dell’agriturismo “La Tschavana” fino al bivio con il sentiero n. 3. Imboccato tale percorso sulla destra, scendere alla Frazione Mandriou.
Arrivando da Aosta, prima di un viadotto e dell’indicazione Chez-Les- Blancs, svoltare a sinistra per Echevennoz e parcheggiare l’auto.
Risalire a piedi circa 200 metri di strada in direzione Chez-Les-Blancs-Dessus sino ad arrivare ad una stalla dove sono visibili le indicazioni classiche della Via Francigena ovvero frecce gialle o indicazioni 103. Questo tratto coincide anche col sentiero 1 che arriva sino a Plan d’Avie di Aosta.
A monte della stalla si svolta a sinistra e seguendo il sentiero si entra nel bosco che, tranne rari tratti, ci accompagnerà lungo tutto il percorso. Il percorso è pianeggiante con rari saliscendi, prestare attenzione negli incroci con le strade poderali e seguire sempre le frecce gialle o i cartelli 103. Lungo il percorso si possono trovare delle panchine per riposarsi. Poco prima di arrivare al termine dell’itinerario, attraversato il torrente Buthier, si arriva alla Grotta “Je te salue” con la famosa Madonnina. Ancora una decina di minuti e una grande cartello con le informazioni sulla Via Francigena segna il bivio finale del nostro percorso.
Da questo punto, se non si vuole ripercorrere lo stesso tratto, scendendo a sinistra si continua il percorso 103 e si arriva a Gignod Capoluogo dove, eventualmente si può prendere un autobus per il ritorno.
Se si vuole accorciare il percorso di una ventina di minuti è anche possibile partire da La Clusaz, Dall’ampio piazzale a sinistra dell’omonimo ristorante e risalendo circa 200 metri della strada poderale che parte dal parcheggio si raggiuge la Via Francigena: da questo punto, sempre con direzione Gignod, il percorso è di circa 3,7 km.
Dalla statale per il Gran San Bernardo, imboccare la strada che conduce a Buthier e lasciare l’auto nel piazzale in loc. Buthier Gorrey (1375 m s.l.m.).
Imboccare l’itinerario che in poco tempo raggiunge la frazione Clemencey dove il percorso si congiunge ai sentieri 3 e 3A.
Sempre in salita si perviene all’alpe Mendey (1547 m s.l.m.).
Nei pressi dell’abitato, imboccare il sentiero n. 3 che si addentra nel bosco. In poco tempo si incontra la strada poderale per l’Alpe Chez-Tognette, che si abbandona dopo pochi metri per il solito segnavia che sale fiancheggiando i pascoli di Grangette. Raggiunto un crocevia, circa 1715 m s.l.m., mantenersi sul ramo di destra che, dopo aver lambito l’alpe Meriau Damon (1740 m s.l.m.), sale all’alpe Collet (1919 m s.l.m.).
Da qui proseguire sulla destra sulla pista che copre il canale irriguo noto come ru Collet, segnalata con il n° 3B, che, con pendenza dolce, aggira le pendici della Cresta Tardiva per entrare nel vallone d’Ars. Giunti all’Alpe Ars (1975 m s.l.m.), si scende lungo la ripida pista agricola segnata con il n° 4, fino a raggiungere l’antica strada militare n° 3C, nei pressi dell’Alpe Praz-Gallet.
Volgendo a destra si scende lungo il percorso fino a raggiungere il tornante ove è posto il divieto di transito per le auto. Volgendo a destra si ritorna velocemente all’alpeggio Mendey e scendendo lungo lo stesso sentiero dell’andata si perviene al piazzale, punto di partenza.